8) D'Holbach. Siamo sotto il dominio della necessit fisica.

Secondo d'Holbach, tutto nella natura avviene necessariamente e
ci vale anche per quanto riguarda l'uomo. La causa degli errori
in cui l'uomo  caduto consiste nel fatto che non ha accettato le
leggi generali della natura, secondo le quali egli  uno
strumento passivo nelle mani della necessit.
P. H. d'Holbach, Sistema della natura, Tomo primo, capitolo sesto
(pagine 287-288).

In tutti i fenomeni che l'uomo presenta dalla nascita fino alla
morte, vediamo solo una successione di cause ed effetti necessari
e conformi alle leggi comuni a tutti gli esseri della natura.
Tutti i suoi modi di agire, le sue sensazioni, le sue idee, le sue
passioni, le sue volont, le sue azioni sono conseguenze
necessarie delle sue propriet e di quelle che si trovano negli
esseri che agiscono su di lui. Tutto ci che egli fa e tutto ci
che avviene in lui sono effetti della forza d'inerzia, della
gravitazione su di s, della virt attrattiva e repulsiva, della
tendenza a conservarsi, in una parola dell'energia che ha in
comune con tutti gli esseri che vediamo. Essa non fa che mostrarsi
nell'uomo in maniera particolare, e ci  dovuto alla sua natura
particolare, per la quale  distinta dagli esseri di un sistema o
di un ordine differente.
La causa degli errori in cui l'uomo  caduto, quando ha
considerato se stesso,  venuta, come avremo ben presto occasione
di mostrare, dal fatto che ha creduto di muoversi da se stesso, di
agire sempre con la propria energia, di essere, nelle sue azioni e
nelle sue volont che ne sono le forze motrici, indipendente dalle
leggi generali della natura e dagli oggetti che, spesso a sua
insaputa e sempre malgrado lui, questa natura fa agire su di lui.
Se si fosse attentamente esaminato, se avesse riconosciuto che
tutti i suoi movimenti non sono niente meno che spontanei, avrebbe
trovato che la sua nascita dipende da cause che sono completamente
fuori del suo potere, che  senza il suo consenso che entra nel
sistema in cui occupa un posto, che dal momento in cui nasce fino
a quello in cui muore  continuamente modificato da cause che, suo
malgrado, influiscono sulla sua macchina, modificando il suo
essere e dispongono della sua condotta. Non  sufficiente la pi
piccola riflessione per provargli che i solidi ed i fluidi di cui
il corpo  composto, che il suo meccanismo nascosto che crede
indipendente da cause esterne, sono perpetuamente sotto
l'influenza di quelle cause e senza di essa sarebbero in una
totale incapacit di agire? Non vede che il suo temperamento non
dipende in alcun modo da lui stesso, che le sue passioni sono
conseguenze necessarie di questo temperamento, che le sue volont
e le sue azioni sono determinate da queste stesse passioni e dalle
opinioni che non si  dato? Il suo sangue pi o meno abbondante o
caldo, i suoi nervi e le sue fibre pi o meno tesi o rilassati, le
sue disposizioni durature o passeggere, non sono proprio loro a
decidere in ogni istante delle sue idee, dei suoi movimenti, sia
visibili, sia nascosti? E lo stato in cui si trova non dipende
necessariamente dall'aria diversamente modificata, dagli alimenti
che lo nutrono, dalle combinazioni segrete che hanno luogo in lui
stesso e che conservano l'ordine o portano il disordine nella sua
macchina? In una parola, tutto avrebbe dovuto convincere l'uomo
che , in ogni istante della sua durata, uno strumento passivo
nelle mani della necessit.
P. H. d'Holbach, Sistema della natura, UTET, Torino, 1978, pagine
145-146.
